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3. IL CONSUMO DEL CIBO IN OCCIDENTE

MODI, USI,COSTUMI

CHE COSA È IL DISEGNO DI UNA FORCHETTA SENZA IL” DISEGNO DELLA FORCHETTA O MEGLIO ANCORA SENZA LA SCELTA CULTURALE DI TAGLIARE E INFORCARE IL CIBO PIUTTOSTO CHE USARE LE MANI O DUE BASTONCINI? ”

DESIDERIO DEL CIBO

Il bisogno di cibo, legato essenzialmente al sostentamento, nel mondo occidentale si manifesta all’interno di diversi sistemi di somministrazione, altamente razionalizzati.Si razionalista cioè laddove il cibo rappresenta una necessità, quella di sopravvivenza quotidiana, che pertanto viene sottratta progressivamente al principio del piacere. Si razionalizza laddove nutrire è un servizio obbligato dalla pressione sociale: le mense dei lavoratori e degli studenti ad esempio. Oppure dove l’alimentazione debba seguire i ritmi della produzione: i self-service nelle grandi metropoli. O infine dove il numero dei servizi costringa a tenere prezzi bassi: i ristoranti di treni e aerei, le macchine automatiche.

Il consumo del cibo può essere legato al tempo libero. In questo senso diventa quindi un piacere, amplificato dalla stimolazione plurisensoriale. L’edonismo, cioè la voglia di godere di tutti gli aspetti del mondo, la ricerca di emozioni da vivere “sulla pelle”, di un contatto con la realtà che passa più attraverso i sensi che attraverso la razionalità spingono a ricercare nel cibo un piacere forte, in grado di dare stimoli diversi. I consumi alimentari sono caratterizzati dall’attenzione per la qualità degli ingredienti, per la preparazione dei piatti, dalla cura per gli ambienti. La voglia di sperimentare e di “gustare” nel senso pieno del termine, è la molla che spinge le persone verso questo tipo di consumo.

FAST-FOOD

Il modello fast-food privilegia l’efficienza e la standardizzazione rispetto al gusto. Nato in America, diventa modello di riferimento anche nella cultura occidentale, con l’evolversi degli stili di vita e le nuove esigenze di uomini e donne, legate soprattutto al lavoro.

SLOW-FOOD

Il ristorante manifesta la propria propensione a preparare, offrire e gustare il cibo con cura. Quindi si può parlare di attenzione: attenzione alla scelta degli ingredienti e alla successione dei sapori, attenzione al luogo in cui si consuma, ai messaggi sensoriali di ciò che stiamo consumando, alle forme di presentazione, alla scelta della compagnia con cui condividere il cibo. La vera differenza di qualità fra tali esperienze non sta quindi nella diversa durata, ma nella possibilità di viverle con attenzione.

 

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